3 anni son passati quasi dalla mia partenza. ne son succese di cose, e molte altre ancora ne ho da scoprire. la nostalgia dei sapori e odori pontini, ancor oggi, invadono i miei sogni a tal punto di avere disappunto al mio risveglio.
se evero che l'essere e in costante cambiamento(trasformazione), e io un essere vivente, ergo io nn sono piu' la persona di 3 anni fa' e di conseguenza quello che ero nn potro esserlo ancor una volta; e allora cosa succede se quello che ero sia in realta colui che vorrei divenire in un futuro, e ora sia divenuto un esperimento umano poco riuscito?
cosa succede se manchiamo la traversa giusta, vuol dire vagare finche nn la si ritrova? o arrendersi alla realta e accettare cosa si ha?
ma ora accettare significa rassegnarsi... e rassegnarsi nn e' comportamento di un'animo nobile ma di un cotardo... e io nn voglio che mi si giudichi con tale aggettivo.
desidero da me stesso il meglio, e per raggiungere la perfezzione si deve lavorare su quelle imperfezioni che la societa, il popolo, etc... c'insegna. perche viviamo in funzione della nostra societa', si certo ci sara' un momento della vita, piu o meno lungo, dove ci auto convinciamo di non aver interesse alcuno al giudizio esterno, ma presto o tardi seguiremo quei canoni di giudizio per rendere no stessi dei Uomini. tutto cio' perche' l'uomo e un animale sociale, e si nutre del giudizio dei nostri simili per divenire uomo.
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